Roma
1983-1985
La storia
La Honda VF750F, presentata nel 1982 e lanciata sul mercato nel 1983, rappresenta uno dei capitoli più ambiziosi e, inizialmente, tormentati della storia del motociclismo moderno. Nata con l'obiettivo di dominare il segmento delle superbike, fu la prima vera moto sportiva di serie a montare un motore V4 a 90°, una configurazione che sarebbe poi diventata il marchio di fabbrica tecnologico di Honda per decenni.
Il progetto derivava direttamente dall'esperienza nelle corse della NR500 a pistoni ovali e della FWS1000. Esteticamente, la "Interceptor" (come fu chiamata negli USA) era una rivoluzione: telaio a doppia culla in tubi quadri d'acciaio, sospensione posteriore Pro-Link, forcella con sistema anti-dive TRAC e una ruota anteriore da 16 pollici che all'epoca era il massimo della tendenza racing per favorire la velocità nei cambi di direzione.
L'ascesa e la caduta
Il motore era un gioiello tecnico da 748cc capace di circa 86 CV, caratterizzato da un'erogazione lineare e un sound unico. Tuttavia, poco dopo il lancio, la VF750F si scontrò con seri problemi di affidabilità, passati alla storia come il caso "Chocolate Camshafts" (camme di cioccolato). Le catene di distribuzione e gli alberi a camme tendevano a usurarsi prematuramente a causa di problemi di lubrificazione e tolleranze di montaggio, danneggiando gravemente l'immagine del modello.
L'eredità tecnologica
Nonostante i richiami e le polemiche, la VF750F vinse subito nelle competizioni derivate dalla serie, dominando il campionato AMA Superbike con piloti del calibro di Fred Merkel. Fu proprio la necessità di risolvere i problemi di gioventù della VF a spingere Honda a investire cifre colossali nello sviluppo della sua erede, la leggendaria VFR750Fdel 1986, dotata di distribuzione a cascata d'ingranaggi.
Perché è un'icona
• Innovazione: Introdusse il concetto di "mass centralization".
• Design: Il suo cupolino e le linee tese hanno definito lo stile degli anni '80.
• DNA: Senza la VF750F non avremmo mai avuto la RC30 o la moderna V4 Granturismo.
Oggi la VF750F è un pezzo da collezione ricercato, simbolo di un'epoca in cui le case giapponesi osavano sperimentare soluzioni tecniche d'avanguardia, accettando anche il rischio di fallire pur di spostare il limite delle prestazioni più in là.
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